Documenti di export e cassa di vino italiano

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Accise e documenti, spiegati alla cantina

Il vino ha una tassa e un documento elettronico. Cosa resta a te, e cosa copriamo noi in Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Danimarca e Polonia.

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Spedire vino in Europa non è come spedire un pacco

Il vino è un prodotto soggetto ad accisa, una tassa che ogni paese UE applica sui prodotti alcolici nel momento in cui entrano in circolazione sul suo territorio. Questo significa che ogni spedizione di vino tra paesi dell'Unione Europea deve essere accompagnata da un documento elettronico specifico, l'e-AD (documento amministrativo elettronico), generato nel sistema EMCS.

Se non è presente, la spedizione può essere bloccata al confine o durante un controllo. Tentare di spedire vino in Francia o in Olanda tramite un corriere normale, senza la documentazione doganale corretta, è uno degli errori più comuni, e tra i più costosi, che fanno le cantine che si affacciano all'export per la prima volta.

Cosa rimane in capo alla cantina

La buona notizia è che gli obblighi della cantina italiana non cambiano molto rispetto a una vendita interna. La cantina deve avere in ordine i documenti di vendita (fattura o DDT), il registro di carico e scarico, l'etichettatura conforme e il numero di lotto su ogni collo. Sono documenti che probabilmente esistono già, o che il consulente fiscale gestisce di routine.

Quello che cambia è il tratto successivo: il movimento internazionale del vino e la gestione dell'accisa nel paese di destinazione. Quella parte non è di competenza della cantina, ma deve essere gestita da un soggetto autorizzato, importatore, operatore logistico o piattaforma come Wine Connect.

Come funziona con Wine Connect

Per tutti gli ordini processati attraverso la piattaforma, Wine Connect gestisce la documentazione per il movimento intra-UE e le accise nei paesi in cui operiamo: Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Danimarca e Polonia. Il ristoratore non deve aprire un deposito fiscale. La cantina non deve preoccuparsi di trovare un operatore doganale per ogni spedizione.

Questo vale solo per gli ordini che passano dalla piattaforma: non copriamo spedizioni private, e non operiamo fuori dai sei paesi indicati. Per mercati non presenti nella lista, la piattaforma non è al momento disponibile.

Le domande giuste da fare a qualsiasi partner logistico

Prima di affidarsi a qualsiasi intermediario per l'export, vale la pena chiedere tre cose: chi emette l'e-AD per la spedizione? Chi è il destinatario autorizzato nel paese di arrivo? Cosa succede se la spedizione viene fermata per un controllo? Se non si ottengono risposte chiare su tutti e tre i punti, meglio fermarsi prima di firmare qualsiasi accordo.

Per capire come il costo dei documenti si riflette sul prezzo finale al ristorante, leggi la guida su quanto costa esportare una bottiglia in Europa. Se vuoi capire cosa preparare prima del ritiro, vai su come preparare l'ordine per la spedizione.